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VR ZONE – ANIMAPHIX 2026

Anche quest’anno Animaphix dedica uno spazio alle opere in realtà virtuale, una delle più significative frontiere tecnologiche dell’esperienza cinematografica contemporanea. In un intreccio sempre più stretto fra cinema, arti visive e pratiche interattive, la realtà virtuale rappresenta oggi una possibile direzione per ampliare e ridefinire il rapporto tra spettatore e opera, trasformando la visione in un’esperienza immersiva, partecipativa e sensoriale. Non si tratta soltanto di un’evoluzione tecnica, ma di una riflessione sul modo in cui abitiamo le immagini e ci relazioniamo con l’arte, interrogando forme, linguaggi e modalità di percezione.

Le due opere presentate nella VR Zone di Animaphix 2026 sono due sorprendenti immersioni in universi artistici e culturali lontani, accomunate dalla capacità di trasformare il patrimonio della memoria in un’esperienza percettiva radicalmente nuova.

Dance Dance Dance – Matisse, realizzato dagli artisti Agnès Molia e Gordon, invita il pubblico a entrare nel cuore della ricerca artistica di Henri Matisse, offrendo un accesso privilegiato al processo creativo del maestro francese. Il percorso si sviluppa attraverso alcune delle sue opere più celebri dedicate alla danza – La Danse, La Danse de Merion, La Danse inachevée e La Danse de Paris – accompagnando il visitatore in un ambiente virtuale in cui pittura, corpo e movimento si fondono in un’unica esperienza immersiva. Nato nel 1869 e scomparso nel 1954, Henri Matisse è stato uno dei protagonisti assoluti dell’arte del Novecento. Fondatore del Fauvismo, ha rivoluzionato il linguaggio della pittura attraverso una ricerca incessante sul colore, sulla luce e sullo spazio, estendendo la propria sperimentazione alla scultura, al disegno, all’incisione e ai celebri papiers découpés degli ultimi anni.

Dall’altro lato Ito Meikyu di Boris Labbé conduce lo spettatore all’interno di un immenso affresco digitale in costante trasformazione. Il titolo richiama l’immagine di un “labirinto di fili”, metafora di uno spazio in cui gli opposti convivono e si intrecciano in un movimento perpetuo: interno ed esterno, trasparenza e opacità, esibizionismo e voyeurismo, femminile e maschile. Grazie a un ambiente tridimensionale esplorabile a sei gradi di libertà, l’opera costruisce una cosmologia immersiva in cui l’esistenza si manifesta come un immenso telaio, attraversato da percorsi ramificati e connessioni invisibili che legano individui, memoria e immaginazione. Più che un semplice ambiente virtuale, Ito Meikyu propone un’esperienza contemplativa che invita il pubblico a perdersi in una dimensione sospesa tra mito, filosofia e arte digitale.