
Superstición Andaluza
Segundo de Chomón
Spagna | 1912 | 10’32’’
In collaborazione con la Filmoteca de Catalunya di Barcellona
La bella e superstiziosa Mercedes teme gli zingari. Allontana una chiromante alla quale Pedro, il suo fidanzato, vuole fare l’elemosina. La donna si allontana, lanciandole un’occhiata malevola. Sola, Mercedes sogna che la zingara si vendichi crudelmente e attiri Pedro in un’imboscata, dove diventa la preda delle allucinazioni più bizzarre. Al risveglio dal suo orribile incubo, la bella andalusa si affretta a conquistare il favore della zingara che tanto teme.
Director: Segundo de Chomón
Screenplay: Segundo de Chomón
Production: Ibérico

Segundo de Chomón
Nato a Teruel nel 1871, Segundo de Chomón trascorse la sua giovinezza a Barcellona, dove si avvicinò all’industria cinematografica agli inizi del ‘900. Inizialmente noto per la sua straordinaria maestria nella colorazione a mano delle pellicole, iniziò presto a collaborare con Pathé come operatore, regista e pioniere degli effetti speciali. Tra Barcellona e Parigi sviluppò tecniche innovative di stop-motion, sostituzione, doppie esposizioni ed effetti ottici, realizzando film fondamentali come Electric Hôtel (1908) e Voyage sur Jupiter (1909). Nel 1912 entrò alla Itala Film di Torino, dove svolse un ruolo decisivo in Cabiria (1914) e contribuì a La guerra e il sogno di Momi (1917), considerato il primo film d’animazione italiano. Instancabile innovatore, continuò a sperimentare con i processi del colore e gli effetti visivi per tutti gli anni Venti. Morì a Parigi nel 1929, lasciando un’eredità che lo consacra come uno dei più grandi innovatori tecnici e maghi dell’immagine del cinema delle origini.